Descrizione
La Fragola della Basilicata IGP designa i frutti allo stato delle seguenti varietà della specie Fragaria x ananassa, genere Fragaria, della famiglia delle Rosaceae: Sabrosa, Inspire, NSG 203, NSG 465, NSG 207, Sabrina, Melissa, Marisol, Flavia, Ardea, Arvem, Elide, Flaminia, Koinè, Ligea, Limvalnera, Marielouise, Medì, Nabila, Partenope, Primavera, Red Sayra, Red Samantha, Red Shaida, Red Sara, Renewal, Pajaro, Tudla, Thetis.
Zona di produzione
La zona di produzione della Fragola della Basilicata IGP comprende il territorio amministrativo dei comuni di Bernalda, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Nova Siri, Pisticci, Policoro, Rotondella, Scanzano Jonico e Tursi, in provincia di Matera, nella regione Basilicata.
Metodo di produzione
La coltivazione può avvenire in suolo o fuori suolo, in pieno campo o in coltura protetta. Si adottano sesti di impianto ordinari, con una densità massima di 80.000 piante per ettaro in suolo e fino a 150.000 piante per ettaro nel fuori suolo. La produzione massima consentita è di 500 quintali per ettaro in suolo e di 1000 nel fuori suolo. Lirrigazione avviene in modo localizzato tramite ala gocciolante sotto pacciamatura. La raccolta deve essere effettuata manualmente, tra novembre e giugno, selezionando i frutti maturi con calice. È ammessa una conservazione in celle frigorifere per un massimo di tre giorni.
Aspetto e sapore
La Fragola della Basilicata IGP presenta frutti di forma conico-allungata, dal colore rosso brillante e uniforme. Allaspetto si mostra provvista di calice, integra, pulita e priva di imperfezioni, con un calibro minimo di 25 mm. La consistenza è soda e carnosa, con polpa compatta che ne garantisce la tenuta. Al naso si distingue per un profumo intenso, fresco e fruttato, privo di odori sgradevoli. Al palato risulta dolce e armoniosa, con un contenuto zuccherino pari ad almeno 7,5° Brix, che esalta il gusto in equilibrio naturale tra dolcezza e acidità.
Storia
La coltivazione della fragola in Basilicata ha radici antiche, già presenti in epoca greco-romana e profondamente legate al territorio. Nel XVII secolo il frutto era usato in medicina e cucina, mentre nel Vulture, fino al XX secolo, veniva coltivato tra i filari della vite. Dagli anni Sessanta, il Metapontino grazie al suo clima mite e ai suoli fertili è divenuto larea di riferimento, e proprio in questo contesto ha iniziato a diffondersi luso generico del nome Fragola della Basilicata per identificare il prodotto locale. Oggi il legame con il territorio è celebrato in sagre, eventi e primati, come la torta di fragole più lunga del mondo.
Gastronomia
La Fragola della Basilicata IGP si conserva in frigorifero per alcuni giorni, preferibilmente nel ripiano dedicato a frutta e verdura. È apprezzata per il consumo fresco, ma anche nella preparazione di dolci come crostate, crumble o frittelle, di confetture e tavolette di cioccolato, di gelati e cocktail. Il suo sapore equilibrato e la consistenza soda la rendono ideale sia per ricette tradizionali che innovative, grazie alla sua versatilità e alla resa nei prodotti trasformati.
Commercializzazione
La Fragola della Basilicata IGP è immessa in commercio allo stato fresco in cassette di cartone, legno o altri materiali ecocompatibili, cestelli da massimo 1 kg. Le confezioni devono presentare lindicazione Fragola della Basilicata, la menzione Indicazione Geografica Protetta, il simbolo comunitario, il logo del prodotto. Per lexport, è obbligatoria la dicitura Prodotto in Italia.
Nota distintiva
La Fragola della Basilicata IGP si distingue per le sue qualità organolettiche eccellenti, frutto del forte legame con il territorio. Il clima mite, lalta esposizione solare, lacqua di irrigazione pura e i terreni ben drenati e fertili creano condizioni ideali per una fragola dolce, profumata e consistente. Il Metapontino, cuore di questa produzione, è considerato il giardino delle fragole e viene spesso definito la California dItalia.





