Articoli Stampa

  • 3 Aprile 2013

    A tavola con l’asparago e le sue virtù

    Giornale di Vicenza È sicuramente l'asparago il protagonista sulle nostre tavole nel mese di aprile. E con l'arrivo della stagione degli asparagi tornano anche alcune rassegne gastronomiche nella zona. E' il caso dell'appuntamento con "l'Asparago in Agriturismo": otto serate da non perdere per gustare l'Asparago bianco di Bassano DOP e una serata speciale con un corso di cucina con il rinomato chef Amedeo Sandri. Ha mosso i primi passi a marzo e proseguirà con diverse tappe anche la rassegna dedicata a questo goloso e riuscito abbinamento con cene di gala e appuntamenti tutti i giorni nei ristoranti aderenti con un bun piatto di "sparase e ovi':  Gli asparagi hanno proprietà depurative e diuretiche, contengono una ricca percentuale di vitamina C, sono ricchi di fosforo, ferro, rame, carotene e acido folico, sono poco indicati per le persone che soffrono di malattie renali o diabete,
  • 3 Aprile 2013

    Con il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale

    Terra e VitaL'Indicazione Geografica Protetta Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale è ad oggi l'unico marchio di qualità per le carni bovine fresche approvato dalla Comunità Europea per l'Italia. Un prestigio sinonimo di garanzia per la saluta di quanti lo includono nella propria dieta quotidiana. I Vitelloni certificati con il marchio IGP Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale sono soggetti di pura razza Chianina, Romagnola e Marchigiana nati ed allevata nelle otre 3mila aziende agricole sottoposte ai controlli per le verifiche del rispetto del disciplinare di produzione e rientrati nell'area tipica. Gli animali devono essere allevati ed alimentati in maniera naturale con l'utilizzo di foraggi e concentrati tipici della zona di allevamento. Nel 2012 i capi bovini certificati IGP del Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale sono stati 19135,
  • 2 Aprile 2013

    Gli alias del Grana invadono l’Italia. Concorrenti sleali

    Stampa «Purtroppo il vero formaggio Grana è offuscato dal similgrana. Negli ultimi dieci anni sono raddoppiate le importazioni in Italia, generando una concorrenza alla produzione nazionale di Parmigiano Reggiano DOP e Grana Padano DOP tanto che la produzione piemontese è in ribasso». L'allarme lo lancia la Coldiretti del Piemonte che parla di «concorrenza sleale» che senza interventi immediati da parte delle-autorità competenti potrebbe mettere a rischio il lavoro di migliaia di allevatori. Non solo piemontesi. Che cosa sta succedendo? Coldiretti nazionale denuncia come negli ultimi dieci anni siano raddoppiate le importazioni in Italia di formaggi similgrana che fanno concorrenza alla produzione nazionale di Parmigiano Reggiano e Grana Padano a denominazione di Origine Protetta (DOP). Ecco i numeri: le importazioni italiane
  • 2 Aprile 2013

    Ortofrutta, il carrello si svuota

    il Sole 24 Ore Il primato, per ora, non è messo in discussione: con un giro d'affari alla produzione di circa 11,5 miliardi l'Italia si conferma il primo produttore ortofrutticolo europeo. Ma la crisi non risparmia neppure questo settore. L'export, da sempre il punto di forza del made in Italy, sta dando chiari segnali di rallentamento. Ma la vera Caporetto è rappresentata dai consumi interni. Con circa 8 milioni di tonnellate, di cui 4,3 di frutta e 3,7 di ortaggi, gli acquisti delle famiglie hanno toccato il livello più basso degli ultimi dieci anni. Con perdite a due cifre per le principali specie: da un -14%io per le patate al -15% per mele e pere fino al crollo del 300% di carote e mandarini. Il Centro servizi ortofrutticoli (Cso) di Ferrara indica una perdita di 86 chilogrammi per nucleo familiare, con un calo del 2% rispetto al 2011. Ma i prezzi non si sono fermati: al dettaglio nel 2012
  • 2 Aprile 2013

    E riparte la richiesta della dop per carciofi, asparagi e trombette

    Il Secolo XIX Si ritenta la strada della DOP per l'orticoltura ingauna, ma il timore è che dopo tanti annidi oblio la tipicità dei nostri ortaggi sia ormai considerata (soprattutto sul piano formale e burocratico) perduta. Gli ultimi tentativi di ottenere il riconoscimento della denominazione di origine protetta peri famosi (e buonissimi) "4 d'Albenga", cioè per il carciofo spinoso violetto, l'asparago violetto, la zucca trombetta ed il pomodoro cuor di bue, risalgono ormai ad almeno 5 anni fa, ma naufragarono (o furono abbandonati) nel mare tempestoso delle normative europee e della burocrazia, reso più insidioso dagli scogli rappresentati dalle difficoltà di testimoniate documentalmente la reale storia dei quattro prodotti tipici dell'agricoltura ingauna. Ora quel cammino potrebbe riprendere. 
  • 2 Aprile 2013

    Quel miele non è italiano. Scoperti i dolci taroccati

    QN Pasqua difficile, tra la flessione delle vendite di uova di cioccolato e colombe e il sequestro, da parte dei carabinieri del Nas di Livorno, di alcune centinaia di dolci pasquali etichettati in modo da frodare i clienti.Ovverosia indicando l'uso di "miele italiano" mentre in realtà il miele utilizzato sarebbe di provenienza bulgara. Gli investigatori posti a tutela del la sicurezza degli alimenti e della salute dei consumatori si sono concentrati su un panificio della provincia di Pisa. L'azienda in questione, infatti, ha prodotto e poi distribuito centinaia di confezioni di "Schiacci...
  • 2 Aprile 2013

    Ciliegia a marchio IGP, crescono i malumori tra gli agricoltori

    Modena Qui E' una ciliegia sempre più amara quella a marchio IGP per tutti i coltivatori di Vignola e dintorni. A una settimana dalla scadenza dei termini per presentare le adesioni cresce il malumore tra gli agricoltori della zona per l'ingresso nel sistema a Identificazione geografica protetta; una scelta che in tanti non sentono come propria e che ora sono costretti ad accettare con tutti i problemi che comporta. A parlarne è un imprenditore locale, Arcadio Boschi, che, prima su Amarevignola.it, e poi dalle pagine del nostro quotidiano, racconta quella che è l'altra faccia della medaglia. Per prima cosa non tutte le ciliegie di Vignola hanno ottenuto l'IGP, anzi solo quelle presenti da più di 20 anni, mentre le altre, circa il 50%, sarebbero rimaste fuori con la conseguenza devastante di non poter più utilizzare il nome Vignola.
  • 2 Aprile 2013

    Mozzarella di bufala produzioni sdoppiate

    Il Messaggero E' favorevole il sindaco di Amaseno, Giannantonio Boni, alla separazione di produzioni DOP e non DOP della mozzarella di bufala decise dal Ministero delle politiche agricole e forestali. Una misura presa a tutela del prodotto e dei consumatori, contro possibili frodi. «Se al posto di latte bufalino della zona DOP si usasse latte di altre origini geografiche ed animali, si prefigurerebbe un imbroglio a danno dei consumatori, una truffa in commercio, e sicuramente un danno economico per i produttori di latte - il pensiero di Boni, presidente anche del Comitato promotore della costituenda OP di latte di bufala campana mediterranea - Per i trasformatori, invece, maggiori guadagni almeno fino a quando i fruitori ultimi della delizia casearia non si rendessero conto del raggiro. A quel punto a soffrirne, sarebbero gli allevatori di bufale e i consumatori
  • 2 Aprile 2013

    Ciliegia, IGP anche sotto alcol

    Giornale di Vicenza Il disciplinare prevede il consumo delle "rosse" certificate non solo fresche ma anche trasformate. Il marchio anche per i frutti usati per fare dolci e confetture. Apertura alla ristorazione. «Bisogna fare squadra». Non si stanca di ribadirlo Giuseppe Zuech, appena rieletto presidente del Consorzio di tutela della Ciliegia di Marostica IGP (Indicazione Geografica Protetta). Un monito rivolto a tutti i produttori, certificati o meno. «A oggi le aziende certificate sono 150, ma l'interesse da parte di qualche giovane cerasicoltore a richiedere la certificazione è in ...
  • 2 Aprile 2013

    I produttori di anguria vogliono ottenere l’Igp

    Gazzetta di Reggio Non si ferma il percorso di valorizzazione dell'anguria reggiana, tipico prodotto della nostra Bassa pianura, iniziato nel 2006 da un nutrito gruppo di agricoltori specializzati in questa coltura, giovani e molto motivati, che hanno trovato il sostegno della Provincia di Reggio e si sono raggruppati in associazione (l'Apar) nata nel 2009. Da allora è stato creato un marchio distintivo contrassegnato dai tre colori della bandiera (verde, bianco e rosso che sono anche i colori del frutto) ed è stata avviata una sperimentazione, appena conclusasi, per stabilire scientificamente caratteristiche e peculiarità della nostra anguria, adattabilità ai terreni della nostra pianura e varietà migliori. L'ultimo tassello riguarda la presentazione del volumetto "Anguria Reggiana - Tradizione, terre e qualità", avvenuta nella sala del consiglio
  • 2 Aprile 2013

    Meno taleggio ma l’export cresce ancora

    L'Eco di Bergamo La produzione in leggere regresso (-2,52%), ma crescita dell'export: così il taleggio fronteggia la crisi. I numeri sono stati resi noti nell'assemblea del Consorzio di Tutela, che ha certificato un calo dei consumi in Italia che i produttori sono riusciti a compensare grazie a un forte dinamismo estero. A livello di produzione di Taleggio DOP, viene confermata nel 2012 la leadership produttiva di Bergamo, con 4.409.636 di chilogrammi, il 53% del totale, seguita a distanza da Cremona (il 30%) e Brescia (10%). La quota export arriva al 16%: stabile la quota UE con la conferma della Germania quale maggior paese importatore di taleggio (nel 2012 è tornato alle quote pre- crisi con 238 mila chili) seguita da Regno Unito e Belgio. Importante invece la crescita sui mercati extra Europei (passata dal 35% al 37% del totale export) con Australia e Russia
  • 2 Aprile 2013

    Il prodotto a chilometri zero ora lo scova la start up

    Corriere di Verona Aziende agricole e produttori locali come alberghi, hotel e ristoranti. Una sorta di «Tripadvisor» (il popolare sito in cui sono gli stessi clienti a recensire i locali) del chilometro zero. Sono infatti i prodotti della terra, in particolare le specialità regionali ad essere i protagonisti della start up di tre giovani veronesi, Nicola Galetto, Marco Grumolato e Alessandro Vaccaro, tutti di età compresa tra i 26 e i 27 anni. Si parte dall'agricoltura per arrivare ad internet e alle nuove tecnologie: «Qui Cibo» (questo il nome della start up) sarà innanzitutto una piattaforma online, in grado di mettere insieme i tanti produttori che, oltre che all'ingrosso, fanno anche vendita al dettaglio. «L'idea c'è venuta un anno fa, proprio a Pasquetta, quando a casa di un amaico abbiamo parlato di dove trovare prodotti a chilometro zero-
  • 31 Marzo 2013

    E dentro ci trovi il sole

    Touring Alcuni sono celebri come divi del cinema - la Cipolla Rossa di Tropea IGP, la Mozzarella di Bufala Campana DOP, i fichi d'India dell'una -, altri piacevoli scoperte, come i Fagioli Bianchi di Roronda DOP e la Melanzana Rossa di Rotonda DOP (Pz), la Ciliegia dell'Etna DOP, il Vastedda della Valle del Belice DOP (Tp), formaggio di latte di pecora. Ma tutti hanno in comune una sigla, DOP oppure IGP, che ne certifica a livello europeo il forte legame con il territorio di produzione. Quel territorio è il nostro Sud. Una terra forte e generosa come i suoi frutti. La Fondazione Italiana Buon Ricordo, "figlia" del Tci e dell'Unione Ristoranti del Buon Ricordo, partecipa al progetto Colori, valori, sapori del Sud a cura del commissario ad acta ex Agensud, dando visibilità, qui sulla rivista e sul sito www.touringmagazine.it, ai prodotti dop e igp che trovate nel box accanto.
  • 30 Marzo 2013

    Belgio alla guerra del cioccolato: basta imitazioni

    La Repubblica Tutta colpa del cioccolato malese, spacciato per belga. Quando Guy Gallet, segretario generale di Choprabisco-Chocolate, Pralines and Biscuits, l'associazione dei produttori belgi di cioccolato - è rientrato da un viaggio con una splendida confezione di "Cioccolato belga" prodotto a Kuala Lumpur, ha capito che la misura era colma. Indignato e deciso aporre fine allo scempio della maestria dei connazionali cioccolatieri, ha convocato il direttivo, con ordine del giorno urgente. Risultato : ieri è stata avanzatarichie sta ufficiale all'Unione Europea per la protezione del cioccolato belga dalle troppe contraffazioni, in crescita esponenziale da una parte all'altra del pianeta. Niente di personale contro i cioccolatieri malesi. «Abbiamo collezionato scatole di finto cioccolato belga targate Irlanda, Cina, Canada, Ungheria.
  • 30 Marzo 2013

    Frode negli Usa per l’Aceto Balsamico di Modena IGP

    Gazzetta di Modena I Nac (Nuclei antifrodi carabinieri) del Comando carabinieri politiche agricole e alimentari stanno svolgendo controlli in tutta italia per stroncare le frodi alimentari legati a prodotti Dop e Igp. Tra questi prodotti, anche l'Aceto Balsamico di Modena Igp per il quale è stata anche attivata l'Interpol per svolgere verifiche sul mercato e la distribuzione negli Stati Uniti. Sugli scaffali dei supermercati americani sono infatti numerosi i prodotti che imitano o evocano il nostro prodotto di punta. Il Consorzio aceto balsamico di Modena (che non si occupa, come noto, del ...
  • 30 Marzo 2013

    Le imitazioni? Funzionano in Italia

    Gazzetta di Reggio Dante Bigi, titolare della Nuova Castelli, giura che non metterà a stagionare formaggio straniero nel nuovo mega-magazzino di San Martino in Rio. Nè vi è chi dubiti della volontà e della capacità del Consorzio di tutelare il Parmigiano Reggiano DOP dalle imitazioni e dalle contraffazioni. Il problema però esiste ed è sempre più grave. Coldiretti, che si oppone alla realizzazione del grande centro di stagionatura, sottolinea che negli ultimi dieci anni sono aumentate dell'88% le importazioni legali di formaggi simili al parmigiano-reggiano e al grana padano. I prodotti con etichette ingannevoli, come il Parmesan, sono banditi dall'Unione Europea, ma tutti gli altri vi possono circolare liberamente. Il Corriere della Sera, riportando ieri l'allarme di Coldiretti, riferiva che le imitazioni delle nostre specialità casearie Dop provengono soprattutto dalla Germania