Articoli Stampa

  • 5 Aprile 2013

    Il vino italiano cresce quattro volte più delle Borse

    Corriere della Sera Non soffre la crisi il vino italiano. Anzi, soprattutto grazie all'export il settore ha registrato nel 2012 una crescita del 7%. E se si attenua il super ottimismo rispetto al futuro, le attese sono ancora per uno sviluppo significativo. Questa in sintesi la fotografia che si ricava dalla consueta indagine sul settore vinicolo realizzata dall'Ufficio studi di Mediobanca che considera le 1o8 principali aziende con un fatturato superiore ai 25 milioni. L'industria italiana del vino corre comunque insieme a quella mondiale. Lo dimostra l'indice internazionale del settore che, secondo le analisi di Mediobanca, ha guadagnato dal 2001 a oggi il 175%, contro il 37,4% segnato dalle borse mondiali nello stesso periodo. L'indice, che comprende 46 società quotate, non ne include alcuna italiana. Con un fatturato in crescita del 3,2% a 514 milioni guida la classifica italiana il gruppo Cantine riunite & Civ,
  • 4 Aprile 2013

    Mortadella, nuove fette di mercato

    Il Sole 24 Ore Agrisole Nonostante il periodo di crisi e la corsa al risparmio del le famiglie per la spesa alimentare, i dati di produzione 2012 della Mortadella di Bologna IGP dimostrano un'ottima tenuta. I dati resi noti nei giorni scorsi dal Consorzio di tutela per il 2012 indicano 38 milioni 400mila chilogrammi di salume rosa prodotti, numeri che confermano la celebre Igp emiliana al secondo posto fra i salumi tutelati più consumati in Italia, con un giro d'affari al dettaglio di 400 milioni. Ê interessante analizzare anche il comportamento di acquisto degli italiani relativi al 2012 che, secondo i dati Nielsen, preferiscono acquistarla attraverso il canale della cosiddetta Gdo, ipermercati, supermercati e superette; un dato che si attesta attorno al 65% del totale delle vendite. Inoltre, in netta controtendenza rispetto ad altri salumi, la mortadella Igp è venduta prevalentemente al banco taglio (80% delle vendite totali),
  • 4 Aprile 2013

    Salumi e insaccati: sapori della tradizione

    Libertà di Piacenza Piacenza, terra di salumi. Non è una novità che il nostro territorio sia rino mato in tutta l'Emilia ma anche in tutta l'Italia per le sue specialità di salumi e insaccati; e allora ecco che Libertà rende omaggio proprio a questa ricca e soprattutto gustosissima tradizione. Lo fa con una nuova uscita de "I quaderni di Clara", che già nelle scorse settimane i piacentini hanno potuto apprezzare e acquistare: a partire da sabato 6 aprile infatti i lettori del quotidiano troveranno un numero tutto dedicato ai salumi e agli insaccati e intitolato proprio "Salumi e insaccati": come anche per le precedenti uscite, la pubblicazione, edita da Gribaudo, sarà in edicola al costo di due euro più il prezzo del quotidiano. Nelle scorse settimane i piacentini avevano già avuto la possibilità di apprezzare il primo numero dedicato a "La pasta fatta in casa" e incentrato su una serie di utilissimi consigli pensati "ad hoc"
  • 4 Aprile 2013

    Sagra del carciofo romanesco, attesi in 400.000

    Il Messagero Ostia Motori accesi per la 63 ° sagra del Carciofo romanesco del Lazio IGP ed occhi puntati al cielo che si spera sia clemente almeno questa volta. A Ladispoli la tre giorni di festa prenderà il via domani e durerà fino al 7. Promossa dal Comune in collaborazione con la Pro Loco, per il settimo anno di fila sarà fiera nazionale. «Gli ideatori della manifestazione - spiega il sindaco ladispolano, Crescenzo Paliotta - se oggi fossero tra noi sarebbero fieri del percorso fatto in questi oltre sessanta anni. Da piccola festa di paese nata per rilanciare il turismo, la sagra del Carciofo, anno dopo anno, è diventata fiera nazionale, un vero punto di riferimento. E il re è il nostro ortaggio romanesco, un prodotto della terra che, ci auguriamo, sia sempre più apprezzato. È il vanto di Ladispoli». Sarà un'edizione votata al risparmio - comunica il municipio - per le difficoltà economiche che sta attraversando il Paese.
  • 4 Aprile 2013

    La nuova sicurezza alimentare europea

    Grazia La Mela Alto Adige IGP, lo Speck Alto Adige IGP e i Vini Alto Adige DOP sono testimonial esemplari della campagna informativa sul significato e l'importanza delle denominazioni di tutela. Il marchio europeo di qualità per i prodotti agroalimentari è una garanzia per la qualità e la rintracciahilità ma anche un alleato per una sana alimentazione. Consumare prodotti di qualità significa mangiare sicuro, grazie ai controlli lungo la filiera produttiva e al rigoroso disciplinare di produzione che li caratterizza. Metodi di coltivazione tradizionali, severi controlli di produzione e altissima qualità: sono alcune delle informazioni che conferiscono alle tipicità agroalimentari quel valore aggiunto apprezzato dalla sempre più folla schiera dei consumatori consapevoli. Ed è proprio questa consapevolezza un motivo in più per scegliere i prodotti a marchio di tutela europeo, per i quali la qualità e la trasparenza
  • 4 Aprile 2013

    Chi ha il pane…

    Millionaire La ristorazione italiana ha  davanti a sé un mondo da conquistare, con il franchising. Su questo non c'è discussione. Abbiamo una delle cucine più apprezzate e invidiate al mondo, Abbiamo ricette straordinarie, tradizioni originali e incredibili, varietà sconfinate di ogni tipologia di prodotto agroalimentare, ingredienti mirabolanti, continaia di DOP, IGP, IGT, GULP, SOB, GASP... Perché allora in tutto il mondo si mangia il pollo fritto del Kentucky, il chili, l'hamburger, il paninazzo e il cappuccino americano, il gelato australiano, il sushi giapponese, il kebab, il cinese, l'egiziano, !'indiano, il greco, il brasiliano e tutte le possibili cucine etniche del mando, tranne quella italiana? Voi direte: ma cosa stai raccontando? Non vedi quante gelaterie italiane, ristoranti, pizzerie, caffetterie ci sono nel mondo? Si, ma quante di loro sono veramente italiane? Pensate a Sbarro, che di italiano ha solo la bandierina sull'insegna o a Vapiano,
  • 4 Aprile 2013

    Test d’eccellenza

    Corriere della Sera L'Italia corteggia la Cina anche via web.Così i vignaioli scoprono l'era digitale. Il Vinitaly apre ufficialmente domenica 7 aprile, ma, il pomeriggio della vigilia, al Palazzo della Gran Guardia, nel cuore di Verona, la città della Fiera internazionale, 472 edizione, celebra, tra business e un pizzico di mondanità, i migliori vini italiani. OperaWine, degustazione-evento, è dedicata soprattutto agli operatori specializzati, stranieri.Obiettivo: sedurli con le nostre bottiglie, affinché ne derivi beneficio per il nostro mercato.Intendiamoci, l'Italia del vino è già ...
  • 4 Aprile 2013

    Vino, una bottiglia su due vola all’estero

    Il Resto del Carlino Il bicchiere del vino italiano è mezzo pieno. Un'espressione usata più volte ieri mattina a Palazzo Davia Bargellini, a Bologna, dove Nomisma (la società di studi economici fondata 30 anni fa da Romano Prodi) ha presentato 'Wine Monitor', il suo nuovo osservatorio sul mercato del vino. Un settore che non conosce crisi, almeno per le cantine che riescono a compensare la caduta della domanda interna con l'esportazione nei mercati mondiali. Ormai infatti una bottiglia su due uscita dalle nostre cantine prende la strada dell'estero. «L'andamento di questo settore è un esempio dell'Italia che va», ha esordito il presidente di Nomisma Pietro Modiano, prima di illustrare uno scenario macroeconomico lento a dare segni di miglioramento, nel quale l'internazionalizzazione non e però una scelta obbligata. Come ha sostenuto Fabio Piccoli: «Fattori come la piccola realtà familiare
  • 4 Aprile 2013

    In mezzo al miele

    Altroconsumo Che sia italiano o ungherese deve essere segnalato in etichetta. L'origine geografica del prodotto è sempre obbligatoria. Se il miele non è stato confezionato in Italia, è però sufficiente segnalare che si tratta di un miele originario o non originario CE. In Italia, invece, la normativa è più restrittiva: se il miele è stato confezionato sul nostro territorio, l'origine del prodotto va specificata con il nome dei Paesi di origine. Tutti i prodotti del nostro test si attengono agli obblighi di legge. Noi però siamo andati oltre e abbiamo verificato che quanto scritto in etichetta fosse vero. Per farlo ci siamo serviti dell'analisi pollinica, che svela la natura dei polline e indica, dunque, l'origine geografica del miele. Non ci sono grandi sorprese. Solo Marlene e Luna di Miele (miscele di mieli originari e non originari CE) sono risultati provenienti prevalentemente dal Centro e Sud America, anche se non si può escludere del tutto
  • 4 Aprile 2013

    Olio da una stagione non facile un extravergine da primato

    Giornale di Brescia Poco ma buono. Anzi, buonissimo. I produttori olivicoli bresciani si affacciano in queste settimane alla prova dei maggiori mercati con un olio «straordinario», per alcuni addirittura «uno d ' migliori di sempre». Unico neo, le quantità. O, meglio, la resa, ossia la quantità di olio ottenuta su un quintale di olive. E ciò vale sia per il Sebino DOP - a sua volta diramazione della Laghi Lombardi DOP - sia per il Garda DOP, che fa capo all'omonimo consorzio. Nell'area della Franciacorta - che paga di più in termini climatici rispetto, per esempio, alle zone limitrofe al lago - il clima dello scorso anno ha destato non poche preoccupazioni: «Gelate, ritorno di freddo primaverile e siccità non hanno certo giovato ai quantitativi», rileva li produttore Gianluigi Ravarini, che stima li calo medio in un 30-35%, affiancato a una diminuzione della resa: «Nel 2011 eravamo sul 17-18%, con punte del 20%,
  • 3 Aprile 2013

    Pistacchio

    La Repubblica Iperinflazione, svalutazione, disoccupazione e sanzioni dell'Occidente che bloccano il mercato del petrolio. L'Iran rischia la bancarotta e il regime degli ayatollah, a poco più di due mesi dalle elezioni, non si può permettere di perdere l'ultima battaglia: quella del pistacchio. È il frutto più amato del Paese che ne è anche il primo produttore mondiale. Gli iraniani ne vanno pazzi, ma negli ultimi mesi i prezzi sono saliti alle stelle e a Teheran il malumore è sfociato in una vera e propria protesta contro i rivenditori, accusati di nascondere quelle preziose piccole gemme per rivenderle all'estero e incassare valuta pregiata. Un boicottaggio, cominciato alla vigilia delle festività del capodanno iraniano a marzo. Una rivolta e una vera e propria grana per il governo, che ha deciso di intervenire. Prima bloccando i prezzi, poi con un bando per l'export. E ora assecondando il boicottaggio. La guerra del pistacchio ha radicilontane.
  • 3 Aprile 2013

    L’olio di Cartoceto è partito alla conquista di Tokyo

    Il Resto del Carlino L'olio di Cartoceto DOP è sbarcato in Giappone, all'«Italian olive oil day» 2013, evento tenutosi allo Shinjuku Park Tower di Tokyo (lussuoso complesso progettato dall'architetto di fama mondiale Kenzo Tange) su organizzazione della Camera di Commercio, per approfondire la conoscenza nel paese nipponico di questo alimento attraverso workshop, degustazioni e seminari, nonché tramite la presentazione di aziende produttrici di olio di oliva, sia di quelle già presenti sul mercato giapponese, sia di quelle ancora esterne ad esso.Ebbene, tra quest'ultime, a rappresentare ...
  • 3 Aprile 2013

    Made in Italy agroalimentare, accordo Coldiretti-Finiper

    Giornale di Brescia Un passo in più verso la creazione di una filiera tutta agricola e tutta italiana. L'accordo recentemente stipulato tra Coldiretti e Finiper rappresenta un successo che avvicina gli agricoltori a questo obiettivo e un'ottima occasione per i produttori di latte bresciani. A partire dal 10 aprile, negli ipermercati «Iper la grande I» cinque tipologie di prodotti-pasta, riso, latte e lattiero-caseari, olio e insaccati - attualmente commercializzate a marchio Iper verranno sostituite con il marchio Fai, il brand promosso da Coldiretti, creando così un marchio congiunto. Un'azione che s'inserisce nella costante attività di Coldiretti perla valorizzazione della filiera agroalimentare, attraverso strategie che non solo puntano alla creazione del miglior Made in Italy, quello apprezzato - e purtroppo copiato - a livello mondiale, ma che aiutano le imprese agricole a tornare a vendere quel prodotto per cui hanno lavorato,
  • 3 Aprile 2013

    Tre aziende nel Consorzio per la promozione della piadina

    Il Resto del Carlino Nel primo Consorzio di promozione della Piadina Romagnola, che raggruppa 14 soci iniziali, quattro arrivano dal Ravennate, 3 dei quali dalla Bassa Romagna: Gitoma di Bagnacavallo, Deco Industrie di Bagnacavallo e Graziano Piadina Romagnola di Massa Lombarda. Quindi il territorio ravennate, e quello lughese in particolare, è per ora ben rappresentato nel primo ente di tutela in difesa di questo prodotto, conosciuto e celebrato nel mondo. Obiettivo del Consorzio, presieduto dal riccionese Elio Simoni, realizzare iniziative tese alla valorizzazione del prodotto, soprattutto a seguito dell'importante traguardo del riconoscimento IGP (per ora transitorio su scala nazionale, in attesa che si esprima in merito la Commissione Europea). Il battesimo del fuoco per la piadina del Consorzio è previsto al Vinitaly (Verona 7-10 aprile), dove la piadina romagnola sarà il 'pane ufficiale'
  • 3 Aprile 2013

    Dop e Igp, Francia primo esportatore

    Terra e Vita Uno studio della Commissione europea sui prodotti a indicazione geografica, Dop e lgp, evidenzia che il valore complessivo di tali produzioni è di 54 miliardi di euro, ma la parte del leone la fanno i vini che da soli valgono oltre 30 miliardi di euro e altri 8 miliardi il comparto spiriti e vini aromatizzati. Il peso delle produzioni Dop e Igp si è accresciuto con l'entrata nel registro comunitario dei le indicazioni geografiche dei vini che prima della nuova Ocm del 2009 erano classificati separatamente. Tra 2005 e il 2010 il valore di tutti i prodotti a indicazione geografica è cresciuto del 12% mentre quello dei soli prodotti alinmentari, è cresciuto nello stesso periodo del 19%. Italia e Francia confermano la loro posizione di leader, rispettivamente al secondo e primo posto della graduatoria degli Stati membri con un valore complessivo pari al 60% del totale (circa 32 miliardi di €).
  • 3 Aprile 2013

    Il Consorzio vino Chianti vola in Svizzera dove il mercato regge alla crisi

    Corriere di Siena E' iniziato il 18 marzo il tour sui mercati esteri del Consorzio Vino Chianti: eventi, degustazioni con seminari e altro ancora, per l'attività di promozione del brand Chianti.Ma andiamo per ordire: Zurigo, 18 marzo, evento, promosso ed organizzato dal Consorzio, quaranta aziende impegnate nella giornata con walk around tasting dedicata al trade, alla stampa e nel pomeriggio poi anche all'enoturista appassionato.Media partner dell'iniziativa, l'accreditata rivista Vinum, leader magazine in Europa per diffusione e importanza.La Svizzera è un mercato assolutamente interess...