Articoli Stampa

  • 28 Dicembre 2012

    Prendi il food e Scapa

    il Mondo Con un fatturato in crescita ma i conti in rosso. L' ultima parola la dirà il Tribunale di Milano a cui verrà indirizzata l'istanza per l'affitto con opzione di acquisto delle attività. C'è ancora qualche snodo da superare. Ma se tutto andrà come sperato la Man, capofila nel foodservice del gruppo Cremonini, 1,25 miliardi di ricavi nella ristorazione extra-domestica, potrà brindare alla conquista del numero due nazionale, la Scapa Italia oggi in mano al private equity inglese Equistone capital partner, nell'ambito di un'aggregazione che passerà per l'omologa di un concordato preventivo e apporterà alla società quotata a Piazza Affari circa 200 milioni di ricavi aggiuntivi. L'intesa è stata abbozzata nei giorni scorsi dopo un negoziato condotto da Ugo Ravanelli e Pierpaolo Rossi, rispettivamente presidente e ceo di recente nomina, assistiti dallo Studio legale Boldrini nella trattativa che si è snodata
  • 23 Dicembre 2012

    Da Novara al Wisconsin l’industriale “007” contro il falso Gorgonzola

    La Stampa Dalla pianura piemontese al Wisconsin, sulle tracce del falso gorgonzola, quello imitato e spacciato per formaggio Made in Italy. Fabio Leonardi, titolare del caseificio «Igor» di Novara (fatturato oltre 100 milioni l'anno), vicepresidente del Consorzio di tutela del Gorgonzola Dop, ha lasciato l'Italia per quindici giorni e si è trasformato in uno 007 perché voleva smascherare quell'agropirateria che fa tanto male alla nostra bilancia agroalimentare. E per dire «basta» alla contraffazione, l'«Italian sounding» che secondo una stima Coldiretti costa al nostro Paese trecentomila posti di lavoro e sviluppa 60 miliardi di euro, Leonardi ha battuto palmo a palmo le catene della grande distribuzione, è entrato in contatto con i produttori locali (anche un italiano), ha fotografato e portato a casa un dossier.
  • 23 Dicembre 2012

    Dalle pesche ai gamberi: il made in China diventa DOP

    la Repubblica Disciplinari che non ammettano deroghe e non contengano contraddizioni in terrnini. Non è una questione risolta. Se un prodotto tipico italiano si fa con materie prime che arrivano dall'America latina, diventa un giocattolo fragile, e soprattutto diventa poco difendibile, nel momento in cuitecnologie e know how consentono al paese terzo di replicare quel prodotto con la propria materia prima. Come rendere le Dop e le lgp esenti da contraffazioni? Riconoscendo pari dignità e pari prestigio aprodotti simili realizzati altrove che se non devono approfittarsi della fama altrui, nemmeno vogliono ritrovarsi a vedere che il nome dei propri territori diventa, sul mercato europeo e non solo, uno svantaggio. Non sono questioni di poco conto, e mi pare che questo "10+10" vada nella direzione giusta:
  • 23 Dicembre 2012

    Vermicelli, gamberi e pesche la carica dei prodotti cinesi Dop

    Il paese dei falsi esporta in Europa prodotti alimentari Dop e Igp, marchiati cioè con le più importanti etichette di tutela della tipicità e originalità del cibo. I primi sono stati i vermicelli, quasi due anni fa, e fu subito polemica perlo sbarco nel nostro continente di quel tipo di pasta fatta con fagiolini e piselli. Poi sono arrivati mele, tè, aceto di riso, gamberi, aglio. Poi le pesche. L'ultimo è un tipo di asparago, si chiama "Dongshan bai lu sun" e ha ottenuto il riconoscimento nel novembre scorso. Gli italiani lo troveranno insieme agli altri alimenti nei mercati, con il simbolo giallo e blu, le stellette dell'Unione Europea e la scritta "made in China". La concessione dei due marchi fa parte di un progetto che si chiama" 10+10" e mira anche a inserire nel registro cinese delle indicazioni geografiche dieci prodotti europei, che per questo dovranno essere tutelati dai falsi. Per l'Italia sono stati scelti Grana padano e Prosciutto di Parma.
  • 21 Dicembre 2012

    Il radicchio Igp? E’ di qualità ma non trova un mercato

    L'Arena La tutela dei prodotti tipici avviene attraverso i marchi di produzione certificata quali Doc, Dop, Docg, Igp e simili. Sigle che abbiamo imparato a conoscere da consumatori. Ma se questi acronimi stanno a significare sicurezza e qualità per il consumatore, non sempre ottenerli favorisce i produttori, in particolare nei prezzi, soprattutto quando a dettare legge è la grande distribuzione. Ne sa qualcosa uno dei principali produttori e commercianti del radicchio di Verona Igp, o per meglio dire, quello che dovrebbe essere certificato come radicchio di Verona Igp. Massimo Mariotto di Arcole, da oltre dieci anni nel settore degli orticoli, denuncia che non c'è alcuna ri chiesta sul mercato, in particolare tra le grandi catene commerciali, del radicchio di Verona Igp, «semplicemente perchè non è conosciuto,
  • 21 Dicembre 2012

    Passi in avanti nel 2012 per le politiche agroalimentare

    L'Unità Per il settore agroalimentare, il 2012 è stato un anno caratterizzato da un forte dinamismo, concretizzatosi soprattutto sul piano politico-legislativo europeo. Se da una parte il comparto è stato investito a pieno dalla crisi economica, come si è già avuto modo di approfondire, dall’altra questo è stato interessato da una serie di novità che hanno visto il loro compimento proprio nell’arco dell’anno che sta per concludersi. Ultima in ordine di tempo, ma di primaria importanza, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del regolamento che da esecuzione al cosiddetto “pacchetto qualità”, l’insieme di norme che, sostituendosi ai precedenti regolamenti europei 509 e 510 del 2006, va a disciplinare l’intero sistema delle produzioni agroalimentari di qualità. Con esso viene istituita una nuova politica
  • 20 Dicembre 2012

    Salumeria, aperti i mercati degli Usa

    La Voce di Mantova Questo tanto atteso riconoscimento rappresenta un primo, fondamentale passo verso l'apertura del mercato degli Stati Uniti d' America ai prodotti della salumeria italiana a breve stagionatura (salami, coppe, pancette, speck). Ricordiamo che al momento negli Stati Uniti è ammesso l'invio dei prodotti cotti come la mortadella e il prosciutto cotto, e dei prosciutti crudi stagionati oltre 400 giorni, a partire dai Prosciutti Dop come il Prosciutto di Parma e il Prosciutto di San Daniele. "Assica può affermare con orgoglio di aver lavorato attivamente per anni, al fianco delle Autorità sanitarie italiane e della Commissione europea, al fine di consentire alle aziende italiane di esportare negli USA tutta la gamma dei prodotti della salumeria e di aver senz'altro contribuito al raggiungimento di questo risultato.
  • 20 Dicembre 2012

    Olio Igp in tribunale ma per leccarsi i baffi

    La Repubblica Un viggio attraverso 13 aziende olearie toscane appartenenti al Consorzio olio toscano Igp che hanno, ognuna a suo modo, declinato l'amore nei confronti di questo preziosissimo prodotto attraverso un lavoro fatto di fatica, passionee innovazione. È«D'amoreed'olio», lamostramercato che si svolgeràsabato 22 dicembre nellasaladella Corte d'assise deil'exTribunale di Firenze, in piazza San Firenze, dalle 10 fino alle 20. Sarà possibile conoscere l'olio d'eccellenza, assaggiarlo ed acquistarlo direttamente dalle aziende produttrici inserite in uno spazio scenico che utilizza l'architettura funzionale della sala inserendo gli stand fra i banchi degli imputati e una cucina-installazione nel luogo una volta occupato dallo scanno dei giudici, e ancora tavolini laddove risiedevano accusa e difesa;
  • 20 Dicembre 2012

    Io ne assumo altri 3000

    Panorama "Le crisi, per quanto lunghe, prima o poi finiscono. E l'Italia per noi ha un enorme potanziale. Quindi, prendi coraggio e investi". A sentire queste parole, Roberto Masi, 48 ann, amministratore delegato della McDonald's italiana, provò una grande e qualche brivido di paura: Tim Fenton, numero due della più grande catena mondiale di fast food, gli stava dicendo che non solo il suo piano era stato approvato dai grandi capi di Chicago, ma anzi doveva osare di più. Ed è così che un atto di fiducia verso il nostro paese si è trasformato in un investimento da 500 milioni di euro da qui a tre anni, con l'apertura di 120 nuovi ristoranti e l'assunzione di oltre 3mila persone, di cui circa la metà al Centro-Sud. Una scelta controcorrente in un'Italia ripiegata su se stessa, che verrà accompagnata a aprtire dal 30 dicembreda una campagna pubblicitaria (da 3 mln di euro)
  • 20 Dicembre 2012

    Famolo straniero

    Panorama Qualche settimana fa, a un pranzo organizzato a Roma, l'ambasciatore americano David Thorne, noto gourmand e chef di mirabolanti uova strapazzate, lamentava la difficoltà di reperire prodotti etnici in Italia. «In America, se hai voglia di cucinare thailandese o vietnamita, basta andare al market sotto casa. Da voi invece il cibo locale è così buono che si mangia soprattutto quello. La mia croce è quando preparo il pranzo del Ringraziamento. Dove trovare i veri cranberry a Roma? E le patate dolci? Così spesso aggiungo ingredienti italiani. Il Thanksgiving un po' globalizzato che ne viene fuori è divertente, ma confesso che i sapori di casa mi mancano un po'». Lo stesso problema ha incontrato, trapiantato a Milano da Parigi in primavera, Gabriele Faggionato, eclettico chef del ristorante Amaltea. Perché in Italia l'etnico va come un treno,
  • 20 Dicembre 2012

    Lo spread nel carrello: prezzi assai diversi tra supermercati

    Panorama Qui non si parla di Bund e Btp, bensì di quanto spendono le persone quando vanno a fare la spesa: lo «spread dei carrello» è esperienza quotidiana, per misurarlo è sufficiente mettere a confronto un po' di scontrini. Così, per capire quanto è ampio il divario nel costo della vita, Panorama è entrato nel supermercato meno caro d'Italia, che secondo un'indagine condotta questa estate da Altroconsumo si trova ad Arezzo, in via Vittorio Veneto. Poi in altri tre centri sono stati acquistati prodotti identici: pasta, merendine, parmigiano, qualche surgelato, una cassa d'acqua, del vino, latte, un po' di frutta e verdura. E un pandoro, che fa Natale. Stesse marche, stesso formato, ma una volta giunti alla cassa è saltato fuori che i prezzi, quelli no, non si rassomigliavano per niente.
  • 18 Dicembre 2012

    Ecco la legge salva olio

    Italia Oggi Il disegno di legge «Norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini», meglio conosciuto come «Salva Olio Italiano», sarà approvato questa mattina in via definitiva dalla Camera. La norma contiene molte novità in tema di etichettatura, contrasto alle frodi, attività commerciali e promozionali per gli oli d'oliva. L'iter è cominciato il 20 marzo scorso al Senato. «Questa legge è un enorme passo in avanti per l'olio extravergine d'oliva italiano il cui valore va ben oltre quello di semplice prodotto alimentare», ha affermato soddisfatta Colomba Mongiello, proponente e relatrice del provvedimento al Senato. Ma quali sono le novità salienti della norma? Si comincia sul fronte dell'etichetta, che diventa più leggibile grazie a caratteri di minimo 1,2 millimetri per le indicazioni d'origine, stampati 
  • 18 Dicembre 2012

    Scoviamo il falso a tavola

    Club3 Voi comprate una pizza confezionata. L'involucro, con in bella vista i principali ingredienti, è allettante: pomodoro di San Marzano, cipolla di Tropea, mozzarella di bufala campana Dop. Non vedete l'ora di sedervi a tavola e gustarla. In realtà la cipolla non è di Tropea, Il San Marzano è coltivato in Cina, la mozzarella di bufala è lombarda. Oppure stappate una bella bottiglia di Barolo  per onorare, poniamo, un piatto di pasta al pesto e anche stavolta state bevendo un Barolo che viene non dal Pemonte ma da una polverina e gustando, si fa per dire, spaghetti provenienti anch'essi da Pechino. Un Vino e un piatto falsi. E di falsi,ahimè , la catena alimentare italiana è piena. Anzi,l'onda del made in italy contraffato sembra inarrestabile. Ecco del 2012 un'allarmante sequenza di imbrogli: migliai di litri d'olio,
  • 18 Dicembre 2012

    Le vendite del Brunello di Montalcino aumenteranno se formiamo i cinesi al suo gusto

    Milano Finanza Eccellenza Italiana: questo il prestigioso premio conferito al Consorzio del Vino Brunello di Montalcino nell'ambito dei China Awards 2012. Donatella Cinelli Colombini, vicepresidente, racconta i passi sostenuti dal Consorzio nel mercato cinese. Come si vende il Brunello di Montalcino ai cinesi? Quali particolarità di approccio a un tale mercato? Dalla prima missione del 2004, il Brunello di Montalcino si vende ai cinesi comunicando le specificità del prodotto: unicità di un vino rosso al top della gamma dei vini italiani, caratteristiche del vino che consentono abbinamenti anche con la cucina cinese, dai sapori decisi. Non ci sono particolarità diverse rispetto agli altri mercati, la formula è sempre la stessa: prodotto legato al territorio e alla sua storia.
  • 18 Dicembre 2012

    Export, vola l’alimentare ma frena l’elettronica

    Il Mattino Accelera l'export alimentare ad ottobre segnando +14,1% rispetto allo stesso periodo del mese dell'anno precedente. A metterlo in evidenza è il presidente di Federalimentare, Filippo Ferrua, sottolineando che «le esportazioni si sono riportate sopra la soglia del +8%, nel confronto dei primi dieci mesi 2012 con lo stesso periodo 2011, riducendone il gap». Secondo Ferrua, «all'aggravarsi della crisi dei consumi alimentari interni, pari a circa 3 punti percentuali a fine 2012, il settore reagisce spingendo sul fronte delle esportazioni, specie quelle sui mercati lontani, fuori dell'area comunitaria». Grandi opportunità, in questo senso, vengono dalla Russia, come ha detto il consigliere incaricato di Federalimentare Luigi Scordamaglia oggi a Mosca dove ha partecipato
  • 17 Dicembre 2012

    Produzioni dop, Italia è leader mondiale, Parmigiano batte Grana

    Corriere.it Per il re dei formaggi ricavi di 2,29 miliardi. Forte export per l'aceto balsamico. Salgono la carne di Cinta e lo Squacquerone.Il re è lui, il parmigiano reggiano dop. Che è riuscito a togliere lo scettro all’aceto balsamico di Modena, vincitore lo scorso anno, e a imporsi su un altro capolavoro del gusto italiano: il grana padano, secondo a pari merito con l’aceto emiliano.Sono loro i magnifici tre della speciale classifica contenuta nel 10° Rapporto Qualivita Ismea 2012 sulle produzioni agroalimentari Dop, Igp, Stg e presentata a Roma alla presenza del ministro dell’agricoltura Mario Catania.E’ un rapporto importante, quello di Qualivita Ismea, realizzato per il ministero delle Politiche agricole in collaborazione con Aicig e l’università Sapienza di Roma.