Argomento: import

  • 25 Settembre 2014

    Allarme frutta tossica in Italia

    La Voce di RomagnaSulla base di un’ampia e documentata istruttoria e tenendo conto in particolare delle determinazioni formulate dall'Istituto Superiore di Sanità, si esclude di poter consentire il ricorso all'uso eccezionale della molecola etossichina". Con queste parole affidate ad un comunicato stampa, i ministeri della Salute e dell'Ambiente ha vietato, senza deroghe, l'utilizzo di sostanze con questa componente chimica, votate ad una miglior conservazione della frutta. Un divieto dettato dalla garanzia di salute del consumatore, che non trova analoga presa di posizione da parte della ...
  • 15 Settembre 2014

    Da Bruxelles schiaffo ai risicoltori

    La StampaLa risposta è lapidaria: «Non ci sono le condizioni per bloccare le importazioni di riso dalla Cambogia». Poche parole con cui la Commissione europea risponde alle numerose richieste avanzate in questi mesi dai parlamentari italiani per proteggere i mercati locali dall'invasione indiscriminata di prodotti dall'Est. Tesi subito rigettata dall'Ente nazionale risi, che la ritiene del tutto infondata e che replica pubblicando alcuni dati elaboratiproprio dalla Commissione. E' lo stesso ente, per mano del suo presidente Paolo Carrà, a riportare le dichiarazioni di Karel De Gucht, attuale commissario europeo per il Commercio a Bruxelles. «A seguito di una recente interrogazione parlamentare in merito all'import di riso dalla Cambogia in esenzione di dazi, De Gucht ha risposto che la Commissione europea non riterrebbe che siano soddisfatte le condizioni per bloccare le importazioni da quel Paese; e questo perché l'incremento di tali importazioni sarebbe compensato da una riduzione delle importazioni da altri Paesi terzi fornitori, con il risultato che il totale dell'import dell'Unione europea è rimasto stabile».
  • 11 Settembre 2014

    Blocco russo, saltano gli aiuti

    Italia Oggi La Commissione europea ha deciso di sospendere l'intervento straordinario da 125 milioni a sostegno dei produttori di ortofrutta colpiti dalle conseguenze delle restrizioni russe alle importazioni. La causa sono le «affermazioni dubbie» di alcuni Stati - per non dire pretese fuori dal mondo - circa i volumi dei prodotti ritirati dal mercato, che per alcuni prodotti risultano di quasi il 500% superiori rispetto alla media delle esportazioni verso la Russia di tutta la Unione Europea. Il regolamento annunciato lo scorso 18 agosto per aiutare le imprese in difficoltà alle prese con la chiusura delle frontiere di Mosca, impone agli Stati membri di notificare alla Commissione ogni Lunedi e Giovedi i volumi finora ritirati.
  • 8 Agosto 2014

    Dal Parmigiano Reggiano DOP alla salsiccia. Così Putin colpisce l’Italia

    La Stampa Il boicottaggio russo all'import agroalimentare può costarci 162 milioni. Scatta la seconda tornata di contro-sanzioni decise da Putin. Da ieri pomeriggio, i confini russi saranno chiusi a quattro categorie di prodotti agroalimentari in arrivo dall'Europa e dall'America come anche da Australia, Norvegia e Canada. Lo stop riguarderà: carne fresca e lavorata, latte e formaggi, beni ortofrutticoli freschi e secchi, e pesce. È la dura reazione del governo di Mosca alle sanzioni decise dai Paesi occidentali contro il conflitto in Ucraina. L'«embargo» avrà inizialmente la durata di un anno. Si tratta, finora, della contro-sanzione più dura decisa da Mosca. Nei giorni scorsi erano arrivate misure su singoli prodotti, ma le decisioni erano mascherate da ragioni sanitarie
  • 30 Luglio 2014

    Si beve australiano

    Italia OggiTorna il segno positivo sui volumi esportati tra gennaio e aprile di vino italiano dove a crescere sono il confezionato, +1,8% in volume e +4,4% valore, e i mosti, + 31,9% per un totale di 52mila ettolitri, con ricavi saliti del 36,3%. In calo è, invece, il mercato dello sfuso, -4,4% in volume e -18,1% in valore, dove a pesare è sicuramente il -11% dei volumi (980mila ettolitri contro gli 1,1 milioni del primo quadrimestre 2013) spediti in Germania, nostro maggior acquirente, calo che ha segnato una perdita di valore di oltre il 30%. Accanto a questi dati, Ismea rileva anche un boom di importazioni di vino dall’Australia, +1472%, dall’Olanda, +302,3% e dalla Nuova Zelanda, +100%. Nei primi quattro mesi di quest’anno, complessivamente le esportazioni italiane di vini e mosti si sono attestate a 6,42 milioni di ettolitri, con una crescita dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2013. Anche in termini economici prosegue la tendenza alla crescita, +2,8%, seppure a ritmi decisamente più contenuti rispetto agli anni scorsi.
  • 24 Luglio 2014

    “Difendiamo il riso italiano contro le importazioni a dazio zero”

    La Stampa I problemi del riso italiano approdano sui tavoli di Bruxelles. Una nuova offensiva contro le importazioni a dazio zero dai paesi asiatici è stata avviata ieri dall'eurodeputato piemontese e membro della commissione Agricoltura Alberto Cirio, che ha messo di fronte i massimi rappresentanti istituzionali del riso italiano e Antonio Tajani, vice presidente del Parlamento europeo. La riunione di ieri non è stata solo una presa di coscienza delle difficoltà di un comparto, quello risicolo, che oltre a Vercelli sta colpendo Lombardia, Veneto, Emilia e Sardegna: ma è stata l'occasione per avviare azioni concrete in difesa di un prodotto che sta conoscendo una crisi senza precedenti.
  • 18 Luglio 2014

    Guerra del riso, Roma batte i pugni sul tavolo UE

    Il Giorno Dopo la mobilitazione e l'incontro che Coldiretti ha avuto con il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, il governo ha presentato alla Commissione europea una clausola di salvaguardia, un documento tecnico sull'impatto delle importazioni di riso a dazio zero. La richiesta è giustificata dal fatto che «nelle ultime cinque campagne le importazioni di riso dalla Cambogia nell'Unione europea sono aumentate da 5mila a 181mila tonnellate, raggiungendo il 23% di tutto l'import Ue, grazie alla completa liberalizzazione tariffaria avvenuta il primo settembre 2009 a favore dei Paesi beneficiari del sistema di preferenze tariffarie generalizzate.
  • 16 Luglio 2014

    Welsh Lamb IGP per l’Italia

    Italia Oggi All'Italia piace l'agnello gallese. Il Welsh Lamb IGP cresce nelle preferenze italiane tanto che nel 2013 ne è stato venduto per circa 23 milioni di euro, pari a circa 4.200 tonnellate importate. Dati che confermano l'Italia uno dei principali paesi importatori di ovini gallesi. E nonostante il momento di calo dei consumi, -15% di carne ovina a livello globale, l'Italia figura fra i primi quattro paesi ad acquistare carni rosse dal Galles, meglio fanno solo la Francia e la Germania. «L'Italia conferma l'andamento di mercato dello scorso anno», afferma Jeff Martin, responsabile Italia di Hcc Meat Promotion Wales.
  • 10 Luglio 2014

    Niente fair play europeo. Difenderemo il nostro riso

    La Stampa «Siamo legittimamente tenuti a difendere i nostri interessi, la situazione è veramente critica e non assisteremo inermi alla distruzione della risicoltura italiana». Quindi niente «fair play» da semestre di presidenza europea, l'usanza per cui il Paese che presiede non fa troppa pressione a favore dei propri dossier: Andrea Olivero, viceministro delle Risorse agricole, risponde così alla presa di posizione dei segretario della federazione cambogiana dei produttori David Vichet Van. Martedì il funzionario asiatico ha diffuso una replica alle manifestazioni della prossima settimana con cui il settore chiede all'UE di porre un freno all'import
  • 17 Aprile 2014

    Salumi, l’export è in crescita

    Gazzetta di ModenaRisultato positivo per le esportazioni di salumi nel 2013, un settore importante anche per l'economia modenese. Secondo le elaborazioni di Assica, le spedizioni dei prodotti della salumeria hanno raggiunto quota 143.500 tonnellate (+3,8%) per un risultato di 1,182 miliardi di euro (+5,7%). E’ tornato a crescere anche l'import : +9,2% in quantità per 43.930 tonnellate e +9,2% in valore per 175,8milioni di euro. Nonostante questo aumento, il saldo commerciale ha registrato un importante incremento (+5,1%) superando 1 miliardo di euro. Le esportazioni,  in fatturato, sono in linea con quello dell'industria alimentare (+5,8%)
  • 10 Aprile 2014

    Vinitaly, buyer in crescita del 6%

    MF Alla chiusura della manifestazione di Verona, Renzi lancia la sfida: l'export di vino dovrà crescere del 50% nel 2020 per arrivare a quota 7 miliardi. Intanto l'import fuori dalla Ue aumenta del 58%. Vai a zappare la « terra non sarà più un insulto». Con questa promessa il presidente del Consiglio Matteo Renzi ieri ha fatto calare il sipario sulla 49a edizione di Vinitaly, che ha visto aumentare gli operatori del 6% per un totale di 155 mila presenze. Importante la crescita dei buyer esteri, saliti a 56 mila dai 53 mila del 2013, raggiungendo un'incidenza del 36% sul totale. Nella top-10 di quest'anno al primo posto si è posizionata la Germania, con gli Usa quasi a pari merito.
  • 7 Aprile 2014

    Olio di oliva, cala la produzione ma in Italia è record delle DOP

    L'Arena L'olivicoltura mondiale cresce, mentre quella italiana registra una lieve contrazione anche se per la qualità delle sue produzioni l'Italia si conferma crocevia del mercato a livello globale. Dati positivi nel 2013. Valori positivi, nel 2013, con la produzione olivicola mondiale che registra una crescita del 28% con quantitativi pari a circa 3 milioni di tonnellate, mentre calano i valori nazionali che si riducono dell'8%, rispetto alla scorsa campagna, con una produzione che dovrebbe attestarsi intorno alle 480 mila tonnellate. Nella Ue il 70% dell'olio mondiale: 2,3 milioni di tonnellate.
  • 6 Febbraio 2014

    All’UE prima vittoria sulla tutela del “made in”

    Il Sole 24 OreTutto lasciava credere che sarebbe finita con un'altra debacle, dopo la pesante sconfitta incassata sul "made in". Invece ieri, a Strasburgo, l'europarlamento, con un voto a schiacciante maggioranza, ha clamorosamente battuto il partito nordico degli importatori, i cui interessi sono tradizionalmente contrapposti a quelli dei produttori, coloro che per intendersi soffrono la concorrenza sleale di Cina, Vietnam e simili emergenti. In ballo, la riforma degli strumenti Ue di difesa commerciale
  • 9 Dicembre 2013

    La guerra dei maiali un mercato da 20 miliardi dove servono nuove regole

    La Repubblica Affari e Finanza I blocchi degli allevatori sono una faccia del problema, alla base c'è la crisi dei consumi interni, che i DOP fronteggiano con l'export mentre chi produce per la fascia bassa no. Gli allevatori denunciano le importazioni low cost che mettono in ginocchio il settore suinicolo, gli industriali della trasformazione in Assica respingono logiche protezionistiche e ricordano a Coldiretti che la produzione nazionale è strutturalmente insufficiente per un'industria di trasformazione che è il vero autore del made in Italy alimentare nel mondo. I Consorzi di tutela rivendicano la qualità delle DOP e chiedono l'etichettatura obbligatoria non solo delle cosce di maiale. In ballo c'è la tenuta di uno dei comparti più importanti dell'agroalimentare italiano che dà lavoro a 150 mila persone
  • 12 Novembre 2013

    I cinesi comprano vigneti e diventano soci del Gallo Nero

    La Nazione Il Gallo Nero dagli occhi a mandorla? Ipotesi, questa, chiaramente impossibile e paradossale ma è vero che la Cina rappresenta uno dei mercati emergenti e più appetibili anche per i vini d'eccellenza come quelli del Chianti Classico DOP come è vero che ci sono imprenditori cinesi intenzionati ad investire nel Chianti o che lo hanno già fatto: «C'è già stato un acquisto di una tenuta di otto ettari a Greve in Chianti quella di Casanuova Ripanera - spiega Giuseppe Liberatore, direttore generale del Consorzio Vino Chianti Classico - da parte di un imprenditore di Hong Kong che vive in Canada ed è intenzionato a realizzare un investimento nella produzione di vino: si tratta, fra l'altro, del primo cinese che ha preso contatti con noi per poter entrare a far parte, in futuro, della compagine consortile.
  • 29 Ottobre 2013

    Ora le castagne importate superano quelle nostrane

    Gazzetta di Modena Un fatto storico, mai accaduto, che si deve al calo di produzione in Italia determinato dall'andamento climatico e da un micidiale insetto killer. E tempo di castagne ma per la prima volta nella storia sulle tavole autunnali degli italiani ci sono più castagne straniere che nostrane. La Coldiretti ha infatti denunciato la situazione: «le importazioni dall'estero che hanno superato in quantità la produzione Made in Italy scesa al minimo di sempre». L'analisi della Coldiretti mette in evidenza il grave declino del prodotto alimentare simbolo dell'autunno. «L'andamento climatico sfavorevole ma soprattutto gli attacchi provocati dall'insetto killer del castagno in Italia dalla Cina.