Argomento: consumatori

  • 21 Dicembre 2012

    Il radicchio Igp? E’ di qualità ma non trova un mercato

    L'Arena La tutela dei prodotti tipici avviene attraverso i marchi di produzione certificata quali Doc, Dop, Docg, Igp e simili. Sigle che abbiamo imparato a conoscere da consumatori. Ma se questi acronimi stanno a significare sicurezza e qualità per il consumatore, non sempre ottenerli favorisce i produttori, in particolare nei prezzi, soprattutto quando a dettare legge è la grande distribuzione. Ne sa qualcosa uno dei principali produttori e commercianti del radicchio di Verona Igp, o per meglio dire, quello che dovrebbe essere certificato come radicchio di Verona Igp. Massimo Mariotto di Arcole, da oltre dieci anni nel settore degli orticoli, denuncia che non c'è alcuna ri chiesta sul mercato, in particolare tra le grandi catene commerciali, del radicchio di Verona Igp, «semplicemente perchè non è conosciuto,
  • 3 Dicembre 2012

    Indagine su “re Barolo” riverito e incompreso

    La StampaI produttori: "Deve scendere dagli scaffali alti e proporsi di più". Se fosse un personaggio pubblico, sarebbe Mario Monti. Serio, rigoroso, autorevole, proprio come il Barolo. A dirlo è il professor Renato Mannheimer, che ieri pomeriggio al Museo del Vino di Barolo ha presentato i risultati di un'indagine sui consumi di questo vino, condotta con l'Ispo intervistando 50 importanti ristoratori e altrettanti enotecari italiani. Una ricerca commissionata dall'Accademia del Barolo per capire meglio le ragioni della scelta del «re dei vini» da parte del cliente, l'andamento dei consumi con l'individuazione del profilo degli acquirenti e l'impatto della crisi economica sulle vendite. I risultati un po' sorprendono, un po' confermano. Non stupisce il fatto che al ristorante i clienti preferiscano abbinare il Barolo alle «solite» carni rosse e formaggi.
  • 17 Ottobre 2012

    Parmigiano, 1 mln di euro dagli acquisti solidali

    Gazzetta di ParmaIl danno complessivo era stato quantificato in 102,4 milioni di euro. Una gara di solidarietà, che ha coinvolto consumatori e caseifici, ha permesso di raccoglierne dieci per far fronte al danneggiamento di quasi 600 mila forme, pari al 20 per cento della produzione annuale. Sono questi i numeri resi noti ieri dal Consorzio del Parmigiano Reggiano DOP in merito agli scenari dopo i terremoti del 20 e 29 maggio. «A cinque mesi dal sisma - ha sintetizzato il presidente del consorzio Giuseppe Alai - risultano essere stati colpiti tredici ...