Argomento: EXPORT

  • 18 luglio 2018

    Trattato Europa-Canada, l’alt di Di Maio «Via i funzionari che difendono il Ceta»

    Sovranismo e populismo. Sono le due categorie utilizzate dal vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, per annunciare che la maggioranza di governo non intende ratificare il trattato di libero scambio tra Canada e Unione Europea. L'accordo che va sotto il nome di Ceta (Comprehensive economic and trade agreement) è in vigore in via provvisoria dal settembre del 2017, per ora è stato convalidato da una decina di stati membri Ue. Ma in Italia il destino della ratifica appare segnato. A dirlo è Luigi Di Maio, intervenendo all'assemblea di Coldiretti, associazione da sempre contraria all'accordo. «Il Ceta dovrà arrivare in aula per la ratifica e questa maggioranza lo respingerà» spiega il vice premier, che argomenta: «Essere qui per me significa rivendicare un po' di sano sovranismo, in un momento in cui in Europa e in Italia sembra che preoccuparsi degli affari nostri sia una brutta cosa. Se ti occupi del prodotto italiano, cerchi di difenderlo, ...
  • 18 luglio 2018

    Il libero scambio UE-Giappone premia il Made in Sud

    Semaforo verde alla circolazione delle merci per 600 milioni di persone. Un segnale in assoluta controtendenza rispetto alla politica protezionista di Donald Trump: è l'effetto politico dell'accordo per il libero scambio tra Europa e Giappone firmato a Tokyo dal presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e il premier giapponese Shinzo Abe. Ossigeno per il Giappone che è la quarta economia per esportazione del mondo con 688 miliardi di export e un import di 575 miliardi di dollari. Ossigeno per l'Europa in un momento difficile nelle relazioni con gli Stati Uniti e alla vigilia della Brexit. Ossigeno ancheper l'Italia. Nel 2016 l'Italia ha esportato in Giappone merce per 6 miliardi di euro (+9,6% e la previsione per il 2017 è del +4,9%), divenendo il15° mercato di destinazione dell'export italiano con una previsione di crescita di 1,8 miliardi nel 2020. Anche sul piano import, i dati testimoniano un interesse ...
  • 17 luglio 2018

    ONU, dieta mediterranea sotto attacco

    Il Parmigiano Reggiano DOP, il Prosciutto di Parma DOP, ma anche la pizza, il vino e l'olio d'oliva. Tutti rischiano di fare la fine delle sigarette: tassati, e con tanto di immagini raccapriccianti sulle confezioni per ricordare che «nuocciono gravemente alla salute». L'Organizzazione Mondiale della Sanità e l'ONU hanno dichiarato guerra al diabete, al cancro e alle malattie cardiovascolari: i morti per queste malattie non trasmissibili dovranno essere ridotti di un terzo entro il 2030. Come? Riducendo nella dieta l'apporto di grassi saturi, sale, zuccheri e alcool. Il guaio è che sotto il fuoco amico dell'OMS rischiano di finirci anche i prodotti a più alta qualità del Made in Italy. Come il Parmigiano Reggiano DOP: per un grammo di sale di troppo, finisce per essere equiparato al fumo. Con buona pace dei principi della dieta mediterranea, riconosciuta come la più salutare anche da quella stessa OMS che ora la attacca. L'industria agroalimentare non ci sta: tutto ...
  • 16 luglio 2018

    Agroalimentare a tutto export

    La produzione e anche l'export di arance e limoni DOP IGP siciliani sono in crescita, grazie anche al traino dei tanti cooking show e degustazioni gastronomiche con chef stellati che spopolano in giro per il mondo, facendo sempre più conoscere ed apprezzare le prelibatezze isolane. Ci sono 592 milioni di vendite all'estero e altrettanti per quanto riguarda i prodotti trasformati: il totale dell'export agroalimentare siciliano è pari a un miliardo e 175 milioni. L'isola è forte nelle produzioni di vino e olio che riguardano circa il 5o% dell'export verso gli Stati Uniti. Un'annata quella appena trascorsa che, secondo la Banca d'Italia, è stata caratterizzata da una riduzione del raccolto di ortaggi e tuberi e delle coltivazioni arboree, a fronte di un incremento della produzione di cereali. «E' diminuita la quantità di vino prodotta nell'isola - dice il report di Bankitalia - sia per le varietà di migliore qualità (DOP IGP) che per quelle più comuni dopo il netto ...
  • 16 luglio 2018

    La guerra dei dazi frena l’export

    Le minacce per l'economia italiana sono dietro l'angolo. Lo dicono i numeri dei primi mesi del 2018 che, anche se in rialzo del 4,1%, segnano un rallentamento delle esportazioni, con una tendenza negativa principalmente verso i paesi extra UE. E lo confermano le previsioni per i prossimi mesi che parlano di una crescita incerta a causa delle politiche commerciali aggressive annunciate, e in parte già adottate, dagli Usa. Politiche che potrebbero avere ripercussioni sull'export italiano, rischiando di compromette quanto di buono fatto nel 2017, anno in cui i beni e i prodotti italiani hanno registrato numeri importanti come dimostra l'aumento del saldo attivo dell'industria manifatturiera che ha superato i 96 miliardi. Oppure le positive performance di settori come farmaceutico, metallurgico, prodotti chimici e alimentare. È la fotografia in chiaro scuro che emerge dalla 32° edizione del rapporto Ice, "L'Italia nell'economia internazionale", in cui vengono analizzati i ...
  • 16 luglio 2018

    Pecorino DOP in Canada il governo blocca l’accordo. La protesta dei produttori.

    I presupposti del CETA erano ottimi. Al punto che il formaggio sardo sembrava pronto a conquistare un nuovo mercato. Peccato che l'autostrada commerciale aperta verso il Canada dovrebbe chiudere a breve perché la maggioranza del Parlamento italiano non ratificherà il CETA, l'accordo tra Unione europea e Canada che - in estrema sintesi abbatte i dazi doganali e riconosce il valore giuridico delle produzioni "certificate" in Italia. L'annuncio è arrivato dal vicepremier Luigi Di Maio ed è stato subito ripreso dal ministro delle Politiche agricole Gianmarco Centinaio: il parlamento italiano non ratificherà il Ceta e, anzi, farà saltare tutto il banco perché è sufficiente un solo "no" europeo per mandare tutto a monte. I motivi sono vari, ci sono le 43 produzioni DOP IGP commercializzate in Canada - durante il "periodo di prova" del Ceta - contro le altre 250 (e più) che non facevano parte dell'accordo ma c'è anche la possibilità che le DOP e IGP fossero destinate a ...
  • 16 luglio 2018

    Produttori DOP a favore del CETA: Grana Padano DOP e Parmigiano Reggiano DOP vendono di più

    Quello che per Luigi Di Maio è un «trattato scellerato», per Cesare Baldrighi  è «una grande opportunità» per il Made in Italy. L'oggetto della opposta valutazione è il Ceta, l'accordo di libero scambio tra l'Unione europea e il Canada in vigore dal 21 settembre 2017. Se per il vicepremier «11 trattato, quando arriverà in Aula per la ratifica, sarà bocciato da questa maggioranza», per il presidente del Consorzio per la tutela del formaggio Grana Padano DOP (la Dop più esportata al mondo), nonché dell'Associazione italiana consorzi indicazioni geografiche (che include tutte le Dop e Igp italiane), va approvato per evitare che si torni a una situazione in cui «tutti fanno quello che vogliono». L'annuncio di venerdì scorso del vicepremier all'assemblea di Coldiretti ha riscosso l'applauso dell'organizzazione, da sempre contraria al Ceta perché l'effetto sarebbe quello di far diminuire le esportazioni dei prodotti italiani e favorire le vendite del cosiddetto ...
  • 12 luglio 2018

    Extraordinary Italian Taste, protagonista al Summer Fancy Food 2018 di New York

    Si è concluso con un bilancio estremamente positivo la partecipazione delle oltre 300 aziende italiane distribuite tra il terzo e il primo piano della Collettiva Italiana al Summer Fancy Food di New York, il più grande evento commerciale dedicato alle specialità alimentari negli USA, vetrina privilegiata e di risalto per il mercato nord americano, inaugurato in via eccezionale dalla Presidente del Senato della Repubblica Italiana Maria Teresa Alberti Casellati. Agenzia ICE partecipa e coordina la presenza italiana all’evento in collaborazione con Federalimentare, Cibus, Tuttofood e Vinitaly, proseguendo la partnership con Specialty Food Association e Universal Marketing. Il Made in Italy agroalimentare, supportato dagli investimenti pubblici per la promozione, conferma la sua leadership negli Usa, 1° mercato di destinazione extraeuropeo per il paniere italiano. È questa la fotografia che emerge dal Summer Fancy Food. Secondo i dati diffusi dall'US Department of ...
  • 10 luglio 2018

    CETA: Italia pronta a cogliere opportunità in Canada

    "Chiederemo al Parlamento di non ratificare l'accordo di libero scambio tra Ue e Canada perché tutela solo una piccola parte dei nostri prodotti DOP e IGP" ha detto tre settimane fa, in un'intervista, il ministro per l'Agricoltura Gian Marco Centinaio.   Ratificare o no. Cosa cambia? Se l'Italia si fermasse alla "non ratifica" il Trattato continuerebbe però a "vivere", almeno in tutti quei capitoli - dall'addio ai dazi e alle barriere regolatorie, dalla tutela delle IGP alle aperture sugli appalti - che non sono di diretta competenza nazionale. Resterebbero, insomma, "congelate" solo le norme sulla disciplina degli investimenti e quelle sui controversi arbitrati "privati" per la risoluzione delle controversie Stato-investitore. Se, invece, il Parlamento lo bocciasse con un no esplicito, allora il Ceta potrebbe cadere per tutti i Ventotto. Lo prevede il Trattato stesso. Perché la ratifica nazionale prevede l'unanimità. E al momento si sono già espressi per il ...
  • 9 luglio 2018

    Mondo del latte “made in Italy”: è il sistema cooperativo che fa la differenza

    Nasce a terra il sistema cooperativo. Ed è ancora lì che funziona. E che spesso fa la differenza quando si parla di qualità del "made in Italy". L'ultima mossa nel settore l'ha fatta Trevalli Cooperlat, terza realtà italiana della cooperazione nel mondo del latte. S'è portata a casa Migali, marchio storico di mozzarelle dei Gruppo Ambrosi e leader nella distribuzione nel canale delle pizzerie in Veneto. Niente di ostile. Cooperlat, accresce così la sua presenza in Veneto e punta a conquistare la leadership sulla dorsale adriatica. Da piccola realtà, nata nel 1982 su iniziativa della Confcooperative Marche, è cresciuta. Nei primi tre anni s'è portata a casa la Clamj-Tre Valli di Jesi, che aveva in pancia la vecchia Centrale dei latte e poi ha continuato con altre realtà cooperative marchigiane, venete, fino a rilevare il marchio Abit di Torino, la Deltalat di Rovigo e la Centrale dei latte Pontino di Aprilia, in fase di ristrutturazione. Nel frattempo Cooperlat è ...
  • 9 luglio 2018

    Stop in Cina ai tarocchi USA e il made in Italy festeggia

    La guerra dei dazi scoppiata fra Stati Uniti e Cina non fa solo del male al commercio mondiale, come vogliono far credere i mondialisti che continuano a sognare un unico mercato globale senza frontiere. Accade per esempio che per alcuni campioni del made in Italy, segnatamente quello alimentare, si stiano schiudendo spazi inattesi sul ricchissimo mercato della più vorace fra le tigri orientali.   Tra le prime vittime della guerra commerciale deflagrata in questi giorni ci sono i falsi formaggi italiani prodotti negli Stati Uniti, dal parmesan al provolone, fino alla mozzarella, colpiti dalla ritorsione di Pechino alle misure protezionistiche di Trump appena entrate in vigore. Così l'Italia potrebbe avvantaggiarsi della situazione dopo che le esportazioni di formaggi made in Italy nel Paese asiatico sono già cresciute del 27% in quantità nel 2017 raggiungendo il massimo storico. A segnalare la situazione inattesa è la Coldiretti.   Secondo il Wall ...
  • 4 luglio 2018

    Vinitaly protagonista negli Usa, dove il vino tricolore è sempre più di moda

    Successo delle  iniziative della Vinitaly International Academy in Usa, dove si registra una crescita nelle  vendite, soprattutto tra gli under 35 e il vino  tricolore è sempre più di moda. Nei primi 4 mesi del 2018, il vino italiano ha registrato performance migliori della media-mercato, pur con una crescita timida a valore che risente dell'euro forte. Il risultato è un incremento dei volumi (+4,4%) e dell'1% in valore, con 544,7 milioni di curo (dato Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor). L'Italia rimane il principale Paese fornitore degli Usa ma la competizione con la Francia è molto serrata. Per questo Vinitaly prosegue con il proprio programma internazionale di eventi business e formazione - sono già 47 gli Italian Wine Ambassador statunitensi formati tramite le iniziative della Vinitaly International Academy, mentre i buyer americani accreditati all'ultimo Vinitaly sono stati oltre 7.000 - ed è stato presente al recente Summer Fancy Food Show. "Gli ...
  • 3 luglio 2018

    Made in Italy irrinunciabile per la GDO

    L'assenza della grande distribuzione italiana all'estero? Per Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare, non è un ostacolo all'export made in Italy: «La richiesta di prodotti italiani nel mondo è tale, ormai, che nei supermercati c'è comunque uno scaffale dedicato al made in Italy, a prescindere dalla proveninenza della catena distributiva che li possiede. La vera domanda, piutttosto, è: quegli scaffali, sono tutti occupati da prodotti realmente italiani?». Se insomma l'export agroalimentare italiano vale 41 miliardi di euro, e i prodotti Italian sounding valgono 9o miliardi, vuol dire che nei supermercati esteri il made in Italy ha ampi margini di miglioramento. Se lo spazio nella Gdo straniera per il made in Italy c'è, le imprese italiane troppo spesso si fanno trovare impreparate dal punto di vista della logistica: «Le grandi aziende - dice Scordamaglia - devono investire di più nelle piattaforme distributive, innescando anche meccanismi di collaborazione ...
  • 3 luglio 2018

    Mattarella contro i dazi

    «Ogni economia ha sempre da guadagnare dai mercati aperti. Questo vale particolarmente per il nostro Paese». Non usa mezzi termini il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per prendere di mira la "stagione" dei dazi in crescita e gli effetti che le chiusure commerciali possono avere su un Paese esportatore come l'Italia. L'occasione è stato l'undicesimo Forum internazionale della cultura del vino che si è tenuto ieri a Roma, presso l'Università LUISS. «Questo settore - ha concluso Mattarella - dimostra come i nostri produttori abbiano la capacità di superare la competizione, di vincerla e di prevalere». Lo confermano i numeri dell'ultima indagine condotta da Nomisma Wine Monitor e Vinitaly: 13 miliardi di produzione, quasi 6 di export (pari a +6,2% nel 2017). «L'Italia - ha sottolineato la presidente della Luiss Emma Marcegaglia - è il primo produttore al mondo di vino e ha il primato mondiale per numero di varietà di uve che sanno poi stare sul ...
  • 2 luglio 2018

    Franciacorta DOP la promozione all’estero è di sistema

    Importante comunicare all'estero l'immagine dell'intera denominazione oltre a quella delle singole cantine. È il punto di vista di un produttore come Cantine Berlucchi che, attraverso le parole del proprio ceo, sottolinea: "La zona non è conosciuta quanto quella del Prosecco: è importante organizzare gite e degustazioni in loco per far apprezzare le nostre bollicine". Questo il fulcro dell'intervento al Luxury Summit organizzato dal Sole 24 Ore a giugno, che trovano il pieno supporto di Scordamaglia, presidente di Federalimentare, sempre più impegnata nel far conoscere e apprezzare all'estero l'enogastronomia italiana. Fonte: Il Sole 24 Ore SCARICA L'ARTICOLO COMPLETO
  • 29 giugno 2018

    Vicini a quota un miliardo di ricavi, nell’alimentare il Made in Italy vince

    Il gruppo brianzolo Beretta ha avuto il via libera ad esportare negli States il Prosciutto di Carpegna DOP. Al 60esimo piano, nel cuore di downtown Manhattan, vista sulla statua della Libertà, questa volta non è New York a giocare il ruolo di protagonista. Al centro dell'attenzione c'è invece un piccolo borgo del centro Italia, dove le Marche baciano la Romagna. Parliamo di Carpegna. Patria di un prosciutto dop che fino al 2016 era destinato a pochi palati fini, visto che se ne producevano ormai soltanto go mila pezzi l'anno. Nella primavera di quell'anno lo stabilimento venne rilevato dalla brianzola Fratelli Beretta. Si narra che uno degli amministratori delegati, Alberto, visitò il sito produttivo e al momento non si entusiasmò più di tanto. Poi assaggiò il prosciutto. E da lì nacque tutto. La decisione di investire. E la promessa: «Nel giro di due anni raddoppieremo la produzione e porteremo questo bendidio in America». Impegno rispettato. Ieri la presenta...